Tutto ha origine da un nobile stravagante e i suoi vizi. Pare che il primo a chiedere di non avere rotti i cabbasisi, fosse un nobile siciliano piuttosto eccentrico. L’aristocratico aveva piantato un paio di esemplari di Cyperus esculentus nel giardino della sua residenza estiva, in un luogo a lui molto caro, vicino a un albero secolare dove lui amava leggere e fumare il sigaro. Per tenere lontano chiunque potesse turbare questa sua oasi di pace, aveva trovato un escamotage: attribuire alla pianta una certa delicatezza. Per tale ragione, il contadino Turi fu dunque designato a fiero custode degli antichi tuberi e con fare perentorio, a chiunque si avvicinasse, urlava: “Non rompete i Cabbasisi del Padrone!”
Di quelle “Mandorle di Terra” i Cabbasisi di Turi hanno il vestito: sono infatti ricoperti di pura e primitiva farina di Cyperus Esculentus.
Già al primo assaggio è il miglior co-protagonista tra gli attori del passato ad accoglierci: il cioccolato Modicano. Dagli Atzechi ai conquistatori spagnoli che, una volta imparata la tecnica di preparazione, lo introdussero nella Contea di Modica tra il Cinquecento e il Seicento. La produzione di cioccolato si radicò e resistette al passare dei secoli mantenendo la lavorazione a freddo che rende questo cioccolato unico.
Ed è tra i granelli di zucchero, che non si scioglieranno se non al palato, che troviamo le Mandorle tostate della Val di Noto, altro meraviglioso simbolo di eccellenza Siciliana.





